Dopo un 2017 particolarmente negativo per gli effetti della siccità che hanno lasciato a mani vuote molti appassionati ricercatori, le previsioni quest’anno sono per un raccolto ben superiore a quello delle annate normali negli oltre 65.000 ettari di bosco che – riferisce Coldiretti Brescia – coprono la Valle Camonica dove si sono toccati picchi di 6/7 kg di funghi raccolti al giorno per persona. “Un annata straordinaria grazie alle precipitazioni abbondanti e alle nevicate dell’inverno scorso – precisa Coldiretti Brescia – che hanno creato le condizioni ottimali alla crescita dei funghi per i quali si preannuncia un autunno da record e che finora ha portato ricchezza alla Valle anche attraverso un aumento del turismo, dagli agriturismi alle malghe”. Una boccata di ossigeno per gli appassionati, dove per porcini, finferli, trombette, chiodini e mazze di tamburo si stanno registrando risultati particolarmente incoraggianti e che potranno essere raccolti ancora per tutto il mese di ottobre. Le buone prospettive per la raccolta di funghi contribuiscono a sostenere la crescita del turismo di settembre con 11,6 milioni di italiani in vacanza, in aumento del 5% rispetto allo scorso anno secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Anche la Valle Camonica ha beneficiato dell’effetto boom dei funghi registrando un +20% di presenze nelle attività ricettive. “I rifugi montani hanno fatto e stanno facendo il pieno di turisti provenienti da tutta Italia ma anche gli agriturismi e le attività ricettive agricole hanno avuto risultati positivi – specifica Coldiretti Brescia – numerose anche le visite in malga e nelle azienda agricole che fanno vendita diretta, senza dimenticare i mercati di Campagna Amica realizzati a Edolo e Ponte di Legno che hanno avuto un grandissimo successo”. E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – sottolinea Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica. La buona stagione è una opportunità anche per buongustai che preferiscono cercarli sugli scaffali. In questo caso Coldiretti invita a verificare l’indicazione, il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente da quest’anno dopo i chiarimenti forniti al quesito della Coldiretti nella risposta ufficiale della Commissione Europea che – sottolinea la Coldiretti – ha chiarito che le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei. Una garanzia – conclude la Coldiretti per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare.

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