La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore regionale alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari opportunità, Silvia Piani, ha approvato il nuovo ‘bonus famiglia’. Un contributo di 5.406.158 euro complessivi, a partire dal 1 gennaio al 30 giugno 2019, per sostenere le famiglie in cui la donna sia in stato di gravidanza e che si trovano in condizione di vulnerabilità. “In caso di gravidanza o di adozione – ha spiegato Piani – ogni donna potrà ricevere un contributo a fondo perduto di 1.500 euro, che sarà moltiplicato in caso di gravidanze/adozioni gemellari per il numero di figli”. Le domande potranno essere presentate indicativamente dal 1 gennaio 2019. All’ATS i compiti di istruttoria delle domande, di verifica dei requisiti e di liquidazione dei contributi nei limiti del budget assegnato e fino a esaurimento delle risorse. “È con particolare soddisfazione – ha continuato l’assessore – che presentiamo questo ‘bonus famiglia’. Il valore dell’iniziativa non è mai stato in discussione, ma abbiamo voluto ragionare per individuare e ‘migliorare’ i requisiti di accesso, sia pure in via sperimentale, e attivare la misura inserendola nell’ambito del più generale percorso di riforma degli interventi a favore della famiglia, di cui alla L.R. 23/99”. Di seguito i requisiti richiesti per poter accedere al ‘bonus famiglia’: – residenza continuativa in Lombardia per entrambi i genitori da almeno 5 anni o del solo genitore se famiglia monogenitoriale; indicatore ISEE non superiore a 22.000 euro;

  • non essere titolari di altre agevolazioni a sostegno della natalità, per analoghe iniziative a livello comunale o nazionale; scheda di avvenuto colloquio per la vulnerabilità socioeconomica, per casistica diversa dall’adozione, secondo parametri che saranno definiti con successivo decreto della Direzione generale competente. “In caso di gravidanza – ha concluso Piani – il contributo di 1.500 euro sarà erogato in due tranche di pari importo: la prima dopo l’approvazione della domanda, la seconda dopo la presentazione della tessera sanitaria del neonato. In caso di adozione il contributo di 1.500 sarà liquidato tutto insieme dopo l’approvazione della domanda. A seconda delle risposte che riceveremo e dell’accoglienza alle modifiche introdotte ai criteri per l’accesso calibreremo meglio anche le nostre azioni future”.

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