Bonus ‘badanti’: tre milioni di euro per aiutare le famiglie e valorizzare gli assistenti familiari

Tre milioni come ‘bonus’ a fondo perduto alle famiglie che assumono assistenti familiari e ai Comuni per orientare i cittadini nella ricerca di queste figure professionali; inoltre, ulteriori 1,5 milioni destinato a iniziare la sperimentazione del ‘Fattore famiglia lombardo’ proprio da questa misura. Lo ha deliberato la Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari opportunità Silvia Piani, di concerto con l’assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilità Stefano Bolognini. “Il nostro obiettivo – ha dichiarato Silvia Piani – è sostenere gli sportelli informativi territoriali per orientare e assistere i cittadini nella ricerca e nella selezione dell’assistente familiare e favorire le famiglie con un bonus che abbatta i costi delle trattenute previdenziali (massimo 50 per cento) sulla retribuzione dell’assistente familiare”. “In aggiunta, e strettamente connessa a queste misure – ha aggiunto Piani – con un’ulteriore delibera diamo avvio a una fase di sperimentazione del ‘Fattore famiglia lombardo’, che tiene conto dei coefficienti numerici e mira ad ampliare la platea dei beneficiari, intercettando particolari situazioni di fragilità attraverso specifici criteri. Per esempio una famiglia che riceve un aiuto per l’anziano o la persona disabile, se rientra nei requisiti richiesti, potrà beneficiare di ulteriori risorse economiche”. I tre milioni di euro del bonus assistenti familiari sono così suddivisi: 900.000 euro per gli ambiti territoriali dei comuni; 2,1 milioni per i datori di lavoro dell’assistente familiare, componenti di famiglie vulnerabili, cioè con persone fragili, non obbligatoriamente conviventi, che abbiano: ISEE uguale o inferiore a 25.000 euro; contratto di assunzione dell’assistente familiare; residenza in Lombardia da almeno 5 anni. “Per arrivare a questo obiettivo – conclude Piani – riteniamo essenziale avviare o potenziare le attività degli sportelli informativi e dei relativi registri territoriali per orientare e assistere i cittadini nella ricerca e nella selezione degli assistenti familiari, informando loro sulla possibilità di accedere agli interventi di sostegno economico. Vogliamo cioè favorire un incontro regolato (che superi il lavoro in nero) tra domanda e offerta così da garantire servizi qualificati, valorizzando e sostenendo il lavoro di assistenza e di cura che svolgono”. Il compito di ripartire le risorse, verificare i requisiti degli sportelli e liquidare i contributi è stato affidato alle Agenzie di tutela della salute (Ats) cui sarà assegnato un budget in base ai dati Istat della popolazione over 65 anni residente in ogni territorio. Le domande dovranno essere presentate a sportello attraverso il sistema regionale bandi on line, ex SIAge. Agli ambiti territoriali dei comuni il contributo sarà erogato in due rate (anticipazione e saldo); alle famiglie in un’unica soluzione, dopo la presentazione della documentazione che attesta l’effettivo sostenimento del costo e la positiva valutazione dei requisiti previsti.

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