La gente dei campi e il sogno di Bonomi

Prandini: è importante conoscere le origini per creare fondamenta da cui ripartire. Conoscere la storia di Coldiretti e le radici che sostengono ciò che siamo oggi, è determinante per essere protagonisti del nostro futuro e per mettere al centro della nostra vita professionale e non solo i principi fondamentali della famiglia e della cultura contadina. Questo il messaggio del Presidente di Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’incontro di presentazione del libro “La gente dei campi e il sogno di Bonomi” che si è svolto questa mattina, presso la curia Diocesana di Brescia alla presenza del Vescovo di Brescia Mons. S.E. Pierantonio Tremolada, di Nunzio Primavera autore del libro e Massimo Tedeschi giornalista che ha moderato l’incontro. Un passaggio importante del libro di Primavera, tema centrale della mattinata, è dedicato all’incontro e alla profonda conoscenza tra Paolo Bonomi, futuro fondatore di Coldiretti e Mons. Giovanni Battista Montini, Paolo VI che, come riporta il libro, il 27 marzo 1968 rivolge un elogio a Bonomi, a Coldiretti e ai 15 mila coltivatori in piazza san Pietro: pochi uomini hanno operato sulla scienza della vita pubblica italiana, dopo la guerra ad oggi nel nostro Paese, con pari tenacia, con pari dedizione, con pari chiaroveggenza dei problemi reali, sia nel campo sociale che ne campo economico, come in quello organizzativo, come l’onorevole Poalo Bonomi, il quale, vincendo le condizioni dell’avversa salute personale e penetrando con lo studio e con l’azione i bisogni delle classi rurali, ha saputo imprimere alla Coldiretti una coscienza unitaria ed operosa , che ne fa una delle espressioni migliori e caratteristiche della rinascita moderna della vita nazionale”. “Mons. Giovanni Battista Montini e Paolo Bonomi, giovane novarese di famiglia contadina – precisa Nunzio Primavera autore del libro – si incontrano a Roma in anni bui per l’Italia ma, per altro verso, luminosi e intensi. Anni ravvivati dalla speranza della fine della dittatura, condivisa da alcuni ex dirigenti del Partito Popolare e delle Leghe Bianche insieme a giovani di Azione Cattolica, FUCI e Laureati Cattolici”. “In ogni cosa che facciamo – precisa il Vescovo di Brescia Mons. S.E. Pierantonio Tremolada – è necessario mettere al centro l’umanità, non dobbiamo assolutamente staccarci dalla vita reale, teniamo salde le nostre origini e operiamo con senso di collettività e solidarietà. Papa Paolo VI è stato un uomo di grande fede ma dotato anche di sensibilità e spiccata intelligenza in grado di essere lungimirante e capace di cogliere e incoraggiare i processi di crescita”.

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