Bene lo stop Ue alle speculazioni contro gli agricoltori da parte dei poteri forti dell’industria e della distribuzione grazie all’accordo raggiunto dal Parlamento Europeo, dal Consiglio e dalla Commissione europea per mettere al bando le pratiche commerciali sleali lungo la catena agroalimentare. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla nuova direttiva europea contro le azioni commerciali inique e immorali seguita fin dall’inizio dal relatore del provvedimento il vice presidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, Paolo De Castro. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare europeo che riconosce l’esistenza di un squilibrio commerciale che favorisce le speculazioni lungo la filiera e la necessità di intervenire per garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari. “E’ necessario sanare una ingiustizia profonda – precisa il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini – rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione senza alcun beneficio per i consumatori”. Infatti – evidenzia Coldiretti – per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi, secondo Ismea. Per difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive è tra l’altro previsto – spiega la Coldiretti – la cancellazione delle condizioni capestro, dalle vendite last minute degli ordini ai ritardi di pagamento delle forniture alle modifiche non concordate dei contratti fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti e alle vendite sotto costo e doppie aste. E’ stato introdotto nel provvedimento anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci. Da anni ormai il settore agricolo europeo – conclude la Coldiretti – chiede una normativa Ue che miri ad affrontare queste pratiche, per una filiera agricola e alimentare più giusta, più trasparente, più equa e più sostenibile in tutta l’Unione, dalla quale ogni operatore possa trarre beneficio, a partire dai consumatori.

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