Commercio in Lombardia

Sono 297 le attività commerciali che usufruiranno delle risorse stanziate dalla Giunta di Regione Lombardia con il bando ‘Storevolution’, che si è chiuso nell’ottobre scorso, per un totale di oltre 4 milioni di euro contributi. Storevolution’ è l’evoluzione del negozio tradizionale: è rivolto a tutte le micro, piccole e medie imprese commerciali al dettaglio in sede fissa proprio per affrontare i cambiamenti legati alla rivoluzione digitale che ha modificato le abitudini di acquisto dei consumatori. “Un segnale davvero positivo – commenta l’assessore lombardo allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli – che i piccoli esercenti commerciali dimostrino di voler essere protagonisti nell’epoca dell’innovazione, investendo anche in una situazione economica non facile. In questo modo il mondo del commercio al dettaglio dimostra di voler reagire e diventare più competitivo anche lasciandosi contaminare da forme proprie dell’e-commerce. Ancora una volta Regione Lombardia dimostra la sua lungimiranza programmatica e di governo nel saper mettere in campo misure sperimentali che incoraggiano la diffusione delle nuove tecnologie: queste oggi sono non solo un’opportunità di crescita, ma una necessità”. Milano, con 69 domande ammesse, si classifica prima in graduatoria con un contributo complessivo concesso di oltre un milione di euro. Di seguito i dati delle province lombarde: Bergamo: 45 le realtà ammesse con un contributo di quasi 596.000 euro; Sondrio: 36 ammessi, con circa 528.000 euro di contributo; Brescia: 30 ammessi, con circa 448.000 euro di contributo; Varese e Mantova: 23 ammessi, con circa 350.000 euro di contributo; Monza: 21 ammessi, con oltre 258.000 euro di contributo; Lecco: 16 ammessi, con 261.000 euro di contributo; Cremona: 15 ammessi, con circa 243.000 euro di contributo; Como: 12 ammessi, con circa 170.000euro di contributo; Pavia: 6 ammessi, con 76.000 euro circa di contributo; Lodi: 1 ammesso, con 20.000 euro di contributo concesso. Dalla primavera del 2020, data di conclusione dei progetti, saranno diffusi in Lombardia per esempio camerini smart con specchi “intelligenti”, che permetteranno di comprare un vestito senza indossarlo o sistemi di voice picking (magazzini vocali) o nuovi siti internet e app attraverso cui sarà possibile scegliere un prodotto comodamente da casa per poi provarlo di persona in negozio.Fra le imprese più desiderose di innovazione hanno risposto in primis al bando le farmacie: su 297 domande ammesse, 88 provengono dal settore. Seguono con 52 progetti gli alimentari e con 38 gli esercizi di abbigliamento. “I negozi di vicinato ha concluso Mattinzoli – restano un punto fondamentale per la vivibilità dei quartieri nelle nostre città e siamo certi questo sia solo l’inizio”.

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