Li chiamano archigiani o artigeni i giovani artigiani laureati che salveranno il settore

Sono giovani, laureati (o specializzati) e hanno mollato carriere difficili e promesse improbabili per darsi a quello che amano davvero, l’artigianato. Ecco chi sono gli archigiani, gli artigiani del futuro.Chiunque abbia coniato il termine archigiani, fondendo architetti e artigiani, certamente sapeva che questa definizione contiene molte più categorie professionali che hanno deciso di darsi alla manifattura. Gli archigiani sono una nuova, meravigliosa creatura, nata – come spesso accade – nelle condizioni peggiori. Tutto è iniziato in un lasso temporale che ormai non riusciamo più a identificare con precisione, quando un numero sempre crescente di giovani laureati ha trasformato la frustrazione di dover lavorare per due lire, o gratis, o senza prospettive, in una spinta motivazionale per cambiare radicalmente la propria vita. In foto i videomaker che hanno realizzato “Le mani di Milano”, un progetto di video storytelling per artigiani milanesi. LUMA | video, storie. Fonte foto: Il Sole 24 ore. Tutto lo stress accumulato in uffici, laboratori, agenzie, studi, promesse non mantenute, sogni di stabilità infranti, ha spinto gli archigiani a diventare quello che sono oggi. Gente che ha azzerato tutto, compresa la spocchia tipica del laureato, per andare umilmente a imparare il mestiere, quello duro. L’archigiano è un artigiano con le conoscenze di un laureato, naturalmente avvezzo al digitale: un bingo meraviglioso, forse una delle ragioni principali per cui l’artigianato Made in Italy è tornato a farla da padrone negli ultimi anni. Mani in pasta, in falegnameria, a lavorare metalli, ceramiche, a scoprire tessuti, gioielli, odori, sapori, a far le levatacce la mattina e le ore piccole la sera, tutti i santi giorni. Gli archigiani sono questa specie qui, per niente in via d’estinzione poi. Giovani provenienti da qualsiasi ambito accademico, che hanno scelto quei mestieri che la vita ha sempre imposto ad altri. Li hanno scelti perché far lavorare le mani aiuta il cervello, perché alla fine della giornata senti di aver fatto davvero qualcosa, perché una svolta radicale aiuta più dello psicoterapeuta. Libero finalmente dalle costrizioni, l’archigiano è un artigiano con le conoscenze di un laureato, naturalmente avvezzo al digitale: un bingo meraviglioso, forse una delle ragioni principali per cui l’artigianato Made in Italy è tornato a farla da padrone negli ultimi anni, innovandosi con le conoscenze e le esperienze di chi fino a quel momento era intento a fare ben altro.

Sono tante, sono brave, sono coraggiose: gli archigiani donna sono una fetta importante di questa categoria. La donna è mobile, si sa, ergo le fanciulle sono abituate a dare svolte inaspettate alla vita, se non altro per darla in barba a tutti quelli che, sistematicamente, dicono loro che è impossibile. Cosìentrano a gamba tesa in mestieri che fino a ieri parlavano maschile, come fare scarpe su misura. Olivia Monteforte studiava filosofia correndo nei saliscendi di Urbino, consumando scarpe che un giorno ha pensato di volersi fare da sé: è finita in bottega, a rubare con occhi e mani il lavoro dei maestri, oggi fa scarpe su misura uniche.

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