Secondo le stime della Commissione europea diffuse da Bruxelles, il debito pubblico italiano arriverà al 133,7% del Pil nel 2019, rispetto al 132,2% del 2018, per poi salire ancora al 135,2% nel 2020. Cifre che sarebbero mitigate solo in parte dalla cosiddetta clausola di salvaguardia relativa all’eventuale aumento dell’Iva che porterebbe alle casse dello Sato 23 miliardi di Euro, dando all’Italia “migliori prospettive fiscali”, come scrive Bruxelles. Per il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti “il rapporto della Commissione è preoccupante poiché pone l’Italia all’ultimo posto in Europa per crescita. E’ urgente un cambio di rotta nella programmazione politica – afferma Giansanti – con un piano di sviluppo che ponga al centro l’occupazione. Occorrono strumenti capaci di favorire le imprese nella creazione di posti di lavoro, ma bisogna anche spingere investimenti pubblici e privati finalizzati a una strategia di sviluppo chiaro, coerente e lungimirante. Siamo convinti – chiude il presidente di Confagricoltura – che il settore primario e l’agroalimentare abbiano un ruolo di primo piano in questo percorso”.

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