Ance Brescia

Domani, sabato 25 maggio l’Auditorium della sede di Ance Brescia, in via Foscolo 6 in città, ospiterà l’Assemblea generale di Ance Brescia, che prevede l’elezione per il rinnovo delle cariche dei membri del Consiglio Direttivo. Di seguito una sintesi dell’intervento del presidente Tiziano Pavoni, dal titolo “Ance Brescia, una squadra coesa al servizio delle imprese”. Oggi, in questa sala è rappresentata l’intera edilizia bresciana. Un comparto che è il motore dell’economia del Paese. Sul nostro territorio il settore delle costruzioni, comprensivo dell’indotto, dà lavoro a circa 40.000 persone. Gli operai iscritti in Cassa Edile a Brescia sono circa 18.000. Gli investimenti in costruzione in provincia di Brescia nel 2017 sono stati pari a circa 3,3 milioni di euro, di cui circa 1,6 milioni in residenziale, 1,2 milioni in non residenziale privato e 0,4 milioni in opere pubbliche. Il valore della produzione del settore a Brescia è pari a circa è pari a circa 2.000 milioni di euro. Il valore aggiunto per abitante è pari a circa l’8% del totale. Le nostre imprese versano, all’Inps e all’Inail, circa 133 milioni di euro ogni anno, che servono per pagare pensioni e rendite. Il deficit di crescita del PIL dell’Italia è da imputarsi, almeno in buona parte, alla situazione di crisi dell’edilizia non adeguatamente sostenuta da politiche nazionali anticicliche o anche solo da buone politiche di infrastrutturazione del Paese. Ma questo ci porterebbe fuori tema. Ribadisco: siamo il motore dell’economia e del benessere del nostro Paese. Dobbiamo esserne orgogliosi. E ancor più dobbiamo essere orgogliosi del fatto che Ance Brescia di questo motore, a livello locale rappresenta il 70%. Siamo la seconda Associazione d’Italia davanti a Roma, Torino, Genova, Napoli, solo per citarne alcune, di città che hanno ben altre dimensioni rispetto a Brescia. Siamo e continueremo ad essere determinati. L’ambizione è di divenire la prima Associazione per importanza e dimensioni. Questo è l’obiettivo che con voi e grazie a voi lascio a chi governerà il nostro Collegio. Questa mattinata è riservata al rinnovo delle cariche sociali: Consiglio Direttivo, Revisori dei conti, Comitato di Ammissione e Giunta. considero questo momento un punto di partenza importante per intraprendere un cammino in continuità con quello precedente e ugualmente impegnativo, perché ricco di nuove sfide e di stimoli per il settore. Sei anni fa iniziai un percorso nuovo, potendo contare su quanto egregiamente realizzato da chi mi aveva preceduto. Mi auguro di essere stato all’altezza e di essere riuscito a rendere ancora più evidente ed efficace lo spirito del “fare squadra”, nel solco di quanti hanno guidato l’Associazione ed hanno saputo – merito che gli va riconosciuto – affrontare con competenza e determinazione i problemi. Sono certo che tutti faremo tesoro dell’unità creatasi al nostro interno e nella più ampia filiera del costruito. Sono stati anni di intenso lavoro, tuttavia, siamo riusciti a rispettare il programma che ci eravamo prefissati, raggiungendo traguardi considerevoli. Grazie dunque ai colleghi e amici che mi hanno accompagnato in questo difficile, ma produttivo percorso. Ho vissuto questi sei anni di attività in Ance come una “missione”, un impegno per rimettere al centro l’Impresa. Ricordo qui i temi principali che hanno visto Ance Brescia e la nostra categoria protagonisti positivi. Si pensi ai Protocolli per rafforzare la Legalità nell’edilizia pubblica e privata quello sottoscritto con il Comune di Brescia, con la Provincia, con l’Ispettorato del Lavoro con gli ordini professionali. All’ottimo risultato ottenuto con la stipula dell’innovativo contratto provinciale che ha introdotto importanti elementi di novità fino ad allora sconosciuti al sistema dell’edilizia italiana. All’innovativo strumento di flessibilità della “Banca ore” previsto, per l’edilizia, solo a Brescia e in nessuna altra provincia italiana. Alla messa in sicurezza, direi in via definitiva, dei bilanci di Cassa Edile. E questo senza chiedere nulla alle imprese, ma introducendo un vincolo sulle spese e le assistenze. Agli accordi sulla Conciliazione e sulla Produttività. Non intendo tediarvi con un lungo elenco, mi preme condividere con voi lo spirito che sta alla base di tutti questi risultati, le motivazioni dalle quali siamo partiti per ottenerli: i benefici per le nostre imprese e per i lavoratori che impiegano! In questo difficile contesto Ance Brescia resta un punto di riferimento anche per eventuali situazioni di criticità, ma come Associazione ha soprattutto il dovere di aiutare e sostenere le imprese e di riaccreditare il settore edile presso l’opinione pubblica, per permettere alla filiera di uscire non solo da un periodo economico buio, ma pure dal cono d’ombra che l’ha eclissata agli occhi di investitori e cittadini per troppo tempo. Nonostante restino alcune questioni aperte e ci sia ancora molto su cui lavorare, dobbiamo essere orgogliosi del nostro comparto, perché ha saputo attraversare gli anni della crisi e reinventarsi. Insieme stiamo contribuendo a creare un’immagine di edilizia positiva, versatile, di qualità innovativa: un proposito che sicuramente porterà risultati concreti e darà valore aggiunto ai nostri bilanci, alle competenze e al patrimonio di conoscenze delle nostre aziende. Con grande determinazione abbiamo messo in luce gli ostacoli che il settore del costruito deve affrontare ogni giorno, anche se non sempre abbiamo ricevuto una risposta esauriente e soddisfacente dai nostri interlocutori. Tuttavia, con piacere e con soddisfazione posso dire che il mondo istituzionale sta imparando ad ascoltarci: il Comune, la Provincia e la Regione Lombardia hanno spesso prestato attenzione alle richieste del nostro settore e hanno confermato la validità delle nostre proposte o delle nostre critiche. A volte ci siamo riusciti col dialogo, paziente ma fermo. È il caso di quanto stiamo facendo, proprio in questi giorni, con il Comune di Lumezzane, cui va dato atto di aver aperto un sereno confronto con l’Ance. Altre volte abbiamo dovuto ricorrere ai giudici, vedendo riconosciute le ragioni delle imprese in tutti i casi in cui abbiamo impugnato i bandi di gara. In questi giorni abbiamo avviato un dialogo con il Comune capoluogo, finalizzato a trovare percorsi amministrativi e finanziari che siano in grado di promuovere effettivamente e concretamene la rigenerazione del patrimonio immobiliare del Comune, partendo da quello pubblico ma includendo anche quello privato. Sarà un lavoro lungo e dove dovremo esercitare anche la virtù della pazienza, ma i presupposti sono buoni. La stessa attenzione non possiamo dire di averla trovata con il Governo, anzi con i Governi che si sono succeduti in questi anni. Posso testimoniare, insieme anche all’amico Campana, quanto Ance nazionale si sia impegnata per un dialogo costruttivo ed efficace e quante proposte utili siano state avanzate dal nostro mondo. Ma i vari esecutivi non hanno fornito risposte e soluzioni adeguate alla gravità della situazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il settore dei lavori pubblici è quello che manifesta i maggiori problemi. La sua immobilità contribuisce pesantemente a rallentare la tanto attesa ripresa. Ripresa che darebbe ossigeno alle nostre imprese, ma darebbe soprattutto impulso ed energia all’interno del Paese, più che mai bisognoso di lavoro e sviluppo. Diamo atto al Governo in carica di aver evidenziato la centralità dell’edilizia, la necessità di sbloccare i cantieri e di velocizzare gli appalti. Sino ad oggi, però, non possiamo dire che gli intenti siano diventati realtà. Non possiamo certo accontentarci di promesse e proclami. Lavoriamo e lavoreremo affinché le positive indicazioni del Governo di traducano, al più presto, in concrete azioni. Confidiamo nella coerenza e nella determinazione dell’esecutivo e nella conseguente sua capacità di riportare l’edilizia al centro di decisioni governative effettive ed efficaci, non solo al centro dell’attenzione. Ne guadagnerebbero i conti pubblici, i cittadini e lo stesso Governo. Quel che conta è che l’esecutivo agisca in fretta e con determinazione. Prima che sia troppo tardi. Il Pil sta crescendo dello zero virgola. L’Italia è maglia nera del G7 e dell’Europa. Cosa ci differenzia dal resto d’Europa, dalla Spagna che cresce al 2,8%, dal Portogallo che segna un più 2.9% e addirittura, dalla Grecia che registra un +1,9%? All’economia italiana manca l’insostituibile apporto dell’edilizia e della sua filiera, collegata con oltre il 90% dei settori economici del Paese. Grazie all’edilizia potremmo crescere dell’0,5% in più ogni anno. Senza lo stallo delle costruzioni l’economia italiana si sarebbe, dunque, potuta riportare già ai livelli precrisi, analogamente ai principali Paesi…

Previous Article
Next Article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Guarda SeinTv!

www.brevinews.net

Copyright © 2019 Brevinews
Registrato presso il Tribunale di Breescia – n° 4/2016

Se hai dei comunicati che vorresti pubblicare sul nostro giornale web inviali alla nostra redazione: redazione@brevinews.net

Translate »
[glt language="Spanish" label="Español" image="yes" text="yes" image_size="24"]