Condifesa Lombardia conferma Lussignoli alla presidenza

“Congratulazioni a Giacomo Lussignoli per la sua riconferma al vertice dell’Associazione regionale dei Consorzi di Difesa della Lombardia. Un risultato frutto dell’impegno di questi anni a tutela delle produzioni agricole  attraverso l’attività assicurativa agevolata”. Così Massimo Albano, direttore di Coldiretti Brescia, commenta l’elezione di Giacomo Lussignoli alla presidenza di Condifesa Lombardia Nord-est. E’ un bresciano il rinnovato presidente del Consorzio alla sua quarta conferma, alla guida del consorzio dal 2007. Conduce a  Ghedi, con la moglie Elena e il figlio Alberto un’impresa ad indirizzo ceralicolo ed orticolo di 37 ettari con particolare attenzione alle pratiche e alle tecniche  della minima lavorazione e della tecnica consevativa. “Sono orgoglioso di essere ancora alla guida del consorzio – interviene Lussignoli – in questi anni la Lombardia  ha assunto un ruolo leader nel panorama nazionale per quanto riguarda l’assicurazione agricola agevolata. Oggi è  determinante  creare ed affiancare alle tradizionali polizze assicurative strumenti di difesa del reddito innovativi come le polizze index, e i fondi mutualistici per la stabilizzazione del reddito delle imprese agricole”. “Sono certo che Lussignoli – conclude il direttore Albano – continuerà a mettere a disposizione delle imprese la sua esperienza, in un settore che si sta rivelando sempre più decisivo per il lavoro nelle campagne, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici in atto”. Il ripetersi di eventi estremi con sfasamenti stagionali e sbalzi termici significativi – spiega Coldiretti Brescia – è costato all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. L’agricoltura – conclude Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli. Si tratta di – conclude la Coldiretti – di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

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