Confagricoltura e Copagri da Salvini per una strategia di crescita chiara e condivisa

Intervenire su fiscalità, previdenza, infrastrutture, ma anche progettare strategie nazionali di filiera, semplificare e favorire gli investimenti. Al tavolo convocato oggi dal vicepremier Salvini al Viminale, Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Copagri hanno declinato i passaggi essenziali per favorire la competitività del settore agricolo e rilanciare i consumi. Le tre sigle hanno ribadito con forza la necessità di interventi urgenti per la crescita, iniziando dalla riduzione del cuneo fiscale e l’introduzione di un sistema incentivante per favorire la produttività delle imprese, anche attraverso la loro aggregazione. Occorrono poi una generale semplificazione burocratica e maggiore flessibilità, come già dichiarato ieri all’incontro con il premier Conte, per gli strumenti delle politiche del lavoro. Sulla previdenza, il confronto con gli altri settori produttivi penalizza l’agricoltura per l’elevata incidenza della contribuzione antinfortunistica (quasi il 13,5%), in particolare nel centro-Nord Italia, dove le aliquote contributive sono addirittura più elevate rispetto ai settori dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Va quindi nella direzione auspicata la revisione dei premi e dei contributi Inail prevista dall’ultima legge di bilancio e resa strutturale dal Decreto Crescita, ma – affermano Cia, Confagricoltura e Copagri – bisogna ora procedere alla revisione per il settore primario. Il rilancio economico deve passare attraverso investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali, – continuano le tre organizzazioni – per favorire da un lato l’accesso delle imprese ai mercati internazionali e, dall’altro, al digitale. L’innovazione digitale nell’agricoltura e nell’industria alimentare – evidenziano – può garantire competitività a uno dei settori chiave per l’economia italiana, che contribuisce per oltre l’11% del PIL e per il 9% sull’export. L’agricoltura italiana sta attraversando un momento di grande trasformazione che richiede anche tecnologie e investimenti per il rinnovo del parco macchine orientato verso maggiore efficienza, precisione e risparmio energetico. Questo cambio di passo nell’innovazione deve essere accompagnato con strumenti accessibili alle aziende che vanno in questa direzione. Nell’ambito delle politiche di filiera, Cia, Confagricoltura e Copagri hanno chiesto di individuare progettualità comuni con tutti gli operatori e favorirle con investimenti pubblici nell’ambito di una strategia globale del Paese che sappia relazionarsi con le dinamiche internazionali. In questa direzione va anche l’impegno per un piano energetico nazionale innovativo, in cui l’agricoltura può avere un ruolo di primaria importanza con le fonti rinnovabili, a partire dal biometano.

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