Coldiretti, 1/3 cibo in Africa dipende da api

20mila italiani impegnati nella solidarietà internazionale

Dipende dall’attività di impollinazione delle api un terzo della produzione di cibo in Africa dove vive una specie di ape mellifera più aggressiva, ma anche più resistente. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere cordoglio per la scomparsa dell’apicoltore reggiano, Francesco Ruini, 66 anni, tra i fondatori di Conapi, assalito da uno sciame mentre insegnava il mestiere agli agricoltori africani. L’uomo, che si trovava in Ghana come cooperatore, è stato colpito da shock anafilattico alla vigilia del rientro in Italia dopo essere stato in missione in Africa da Ferragosto. Sono oltre 20milia – sottolinea la Coldiretti – i connazionali impegnati direttamente nella cooperazione internazionale tra i quali ben l’86% opera all’estero, spesso in attività legate all’agricoltura e all’alimentazione. La produzione di miele – precisa la Coldiretti – è uno dei settori strategici per sostenere lo sviluppo dell’Africa dove la maggior parte della popolazione di api, stimata di 310 milioni di colonie, è selvaggia e vive in cavità naturali negli alberi o nel terreno. La produzione di miele con l’innovazione e gli investimenti potrebbe garantire ai principali Paesi produttori dell’Africa risorse economiche per 100 milioni di dollari all’anno secondo l’associazione non-profit Bee Parks Trust. Il prezzo del miele è sostenuto anche dalla domanda mondiale che è guidata dall’Unione Europea che è il principale importatore con circa 200,000 tonnellate la Coldiretti è impegnata in campagne per sostenere la cooperazione internazionale attraverso progetto con la FOCSIV per far crescere nel mondo l’agricoltura familiare per rispondere alla fame, al bisogno di lavoro e allo sviluppo umano e combattere i condizionamenti delle speculazioni, dei cambiamenti climatici e delle cause che portano all’emigrazione di milioni di persone.

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