Il mese di settembre rappresenta per tutti, a qualsiasi età, il “ritorno”: ritorno in città, in ufficio, a scuola, e ricominciano le molte, diverse attività, incluse quelle culturali e sportive. L’imprinting che ha lasciato in noi la scuola ci fa pensare a questo mese come inizio di un nuovo anno, con tanto di buoni propositi, nuovi progetti e rinnovate energie. “La scuola è il fondamento della società civile” – afferma la Costituzione; attraverso la scuola si formano cittadini attivi e competenti, in grado di esprimersi negli ambiti in cui si sono formati. Brescia vanta una forte tradizione pedagogica, con personalità che hanno ispirato diverse riforme. Ora però c’è bisogno di una nuova svolta, per far fronte ai cambiamenti globali ed epocali. Occorre continuare a realizzare e promuovere progetti di internazionalizzazione, partenariati con istituzioni scolastiche europee, ma non solo, pur mantenendo o addirittura rafforzando la propria identità culturale. Bisogna dedicare maggiore cura allo studio delle lingue, favorendo la mobilità internazionale e i progetti Erasmus. Ma non solo: ci troviamo in un’epoca in costante rivoluzione tecnologica, che ha investito in primis molteplici aziende del nostro territorio, che necessitano di personale altamente qualificato, con particolari specializzazioni per l’utilizzo di nuovi macchinari e nuovi sistemi. In quest’ottica, la scuola dovrebbe costantemente dialogare con il mondo economico-produttivo affinché la formazione professionale sia sempre in grado di rispondere adeguatamente, a qualsiasi livello, alle diverse richieste del mercato del lavoro.
L’introduzione e la moltiplicazione di nuovi linguaggi necessita di esperienze di insegnamento condiviso, ed è qui che entra in gioco anche l’Amministrazione Comunale di Brescia (interessando anche il “Comitato per lo sviluppo economico locale) che può creare una regia tra il mondo della scuola e quello imprenditoriale con le associazioni di categoria, capace di trasmettere ai ragazzi le conoscenze ed i valori necessari per proiettare, attraverso l’impegno nel presente, le basi adeguate alla costruzione del loro futuro. L’orientamento scolastico nel ciclo della scuola secondaria di secondo grado diventa, in quest’ottica, molto importante e necessiterebbe di consolidare il coinvolgimento da parte delle diverse e molteplici realtà istituzionali (università, enti, fondazioni, associazioni…) Non penso certo solamente alla formazione della persona come lavoratore, ma nella sua completezza di cittadino.
Per formare cittadini attivi e partecipativi è basilare la conoscenza delle Istituzioni che può aiutare a migliorare il dovuto rispetto di regole e ruoli, partecipazione e discussione per condividere valori e vivendo da protagonisti la realtà che ci circonda. La cittadinanza attiva necessita altresì di approfondite conoscenze del territorio, dal punto di vista geografico, storico, culturale e sociale. Per quanto concerne la cultura, ritengo sia importante continuare ad offrire agli studenti dei momenti esperienziali nei teatri (Teatro Sociale, Teatro Grande…) e nei musei, a partire ovviamente dal Museo di Santa Giulia e dall’area archeologica fino alla Pinacoteca, il Castello, il Museo Diocesano e tutti gli altri soggetti che offrono eventi culturali di alto livello. Penso che un nuovo slancio debba essere dato al progetto del Museo dell’Industria e del Lavoro, che attraverso la testimonianza dell’operosità e della capacità imprenditoriale dei Bresciani può fornire ai giovani spunti di creatività, coniugando il vecchio con il nuovo. Ritengo altrettanto importante per la loro formazione il Museo di Scienze Naturali, la cui futura ricollocazione è prevista nell’ambito del progetto di riqualificazione del sito “Caffaro” Una scuola, dunque, sempre più in grado di offrire agli studenti spunti di maggiore adesione al tessuto culturale, economico e sociale nel quale si vive, di sviluppare la capacità di aprirsi al mondo e sapersi confrontare con le sfide della contemporaneità senza trascurare gli aspetti formativi che rappresentano il proprio ambito disciplinare, con una particolare attenzione all’essere umano che cresce, superando la dicotomia tra gli indirizzi umanistico e scientifico-tecnologico, con il bisogno di saper pensare a un nuovo umanesimo!

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