Poliambulanza, arriva un centro avanzato per la ricerca e la cura del cancro

“Si configura una struttura che ruota intorno al paziente per la massima personalizzazione del trattamento diagnostico-terapeutico” commenta Paolo Magistrelli, Direttore Scientifico di Fondazione Poliambulanza. “Un centro – prosegue il Professore – in cui convergeranno tre elementi fondamentali: la cura, la ricerca e la didattica, funzionali non solo a individuare il miglior iter terapeutico per il paziente di oggi, ma anche a fare di Poliambulanza un importante centro di riferimento, dove potranno essere stilati i protocolli personalizzati per il paziente di domani”. Ampio spazio nel progetto è riservato alla didattica. L’istituto bresciano punta a diventare Training Center per l’Europa e a trasmettere, anche all’esterno, le metodiche più innovative. In particolare l’acquisizione di un centro di simulazione robotica permetterà al personale sanitario di affinare il processo di apprendimento delle tecniche di ecografia cardiaca, polmonare, addominale e ginecologica. In grande espansione anche la chirurgia robotica, con l’ingresso della piattaforma più evoluta per gli interventi di chirurgia complessa e del Robot Rosa Knee System, che affiancherà Navio per la protesica del ginocchio. “Si tratta di un progetto in cui è l’intera struttura ospedaliera ad essere coinvolta e a partecipare attivamente ed è per questo che richiede un adeguato lavoro di pianificazione” – chiarisce Paolo Magistrelli. Per ricevere la certificazione di “Clinical Cancer Center” dall’Organisation European Cancer Institute (OECI) è necessario, infatti, possedere specifici requisiti tra cui: una struttura idonea, personale dedicato, un programma di ricerca oncologico strutturato, un approccio multidisciplinare, la garanzia della presa in carico integrale del paziente, dallo screening al follow up, fino alle cure palliative. A tal fine Poliambulanza ha intrapreso un accurato lavoro di auto-valutazione per verificare l’aderenza ai requisiti internazionali richiesti. “L’alto livello di ricerca e cura raggiunto nel trattamento delle neoplasie al pancreas, fegato, vie biliari, stomaco e colon retto – conclude Magistrelli – legittimano il nostro istituto a chiedere la certificazione, in linea anche con i parametri numerici indispensabili: oltre 1.500 pazienti oncologici trattati annualmente, un team multidisciplinare con decine di superspecialisti e vari reparti dedicati e ben attrezzati per la cura del paziente oncologico”. “Polis rappresenta un’ulteriore opportunità di cura sul nostro territorio che va ad integrarsi con le altre strutture di eccellenza che vi operano – afferma Laura Castelletti, Vice Sindaco di Brescia -. L’ampio spazio dedicato alla ricerca e alla didattica costituisce un valore aggiunto e apre a ulteriori prospettive per la nostra città, in grado di porsi quale centro di riferimento sia per i pazienti sia per i medici, a livello nazionale e non solo”. Per la realizzazione è necessario però disporre delle giuste risorse economiche. Infatti, il costo totale dell’investimento ammonta a più di 36 milioni di euro. In questo senso l’ospedale fa appello alla collettività bresciana, chiamata non semplicemente a contribuire elargendo fondi ma anche a essere parte attiva di un processo dalle importanti ricadute sulla città. Tale coinvolgimento potrà essere in forma di donazione diretta o indiretta, diventando collaboratore attivo nella campagna di sensibilizzazione per questo nobile progetto. Chiunque fosse interessato ad aderire all’iniziativa può contribuire con una libera donazione, deducibile fiscalmente, a Fondazione Poliambulanza. Il codice IBAN è IT 38 F 08735 11209 0710 0071 0368 e la Causale “Cancer Centre – Ricerca Scientifica”. Il 23 febbraio la Fondazione Teatro Grande ospiterà una serata di lancio e presentazione del progetto POLIS, che avrà inizio alle ore 20.30. “Siamo lieti di promuovere questa iniziativa nello scenario del Teatro Grande e offrire il nostro supporto al nuovo progetto Poliambulanza – commenta Umberto Angelini, Sovrintendente e Direttore artistico di Fondazione Teatro Grande –. Una serata di grande musica diventa così non solo un’occasione di fruizione artistica ma anche un esempio di come la cultura può contribuire al benessere della comunità e al sostegno del territorio”.

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