Il comune di Brescia acquista 450 dispositivi e 230 router per permettere agli alunni bisognosi di seguire le lezioni

l Comune di Brescia ha disposto l’acquisto di 230 mini portatili Asus da 11.6 pollici, 220 tablet Samsung da 10.1 pollici e 230 router wi-fi per consentire agli alunni di famiglie in difficoltà, che non dispongono di strumenti digitali, di seguire le lezioni. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Pubblica Istruzione, dall’assessorato alla Cultura, creatività e innovazione e dall’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Brescia. L’8 marzo 2020 tutte le scuole di Brescia sono state chiuse con un’ordinanza nazionale. L’emergenza ha messo la scuola di fronte a un cambiamento epocale: trasferire la didattica in un ambiente completamente digitale. Seguire le lezioni on line richiede strumenti e conoscenze che, purtroppo, non tutte le famiglie posseggono: un computer o un tablet, un abbonamento a internet e un adulto che segua il minore per accedere alle piattaforme e che utilizzi i programmi e gli applicativi per la formazione. Il Decreto Legge “Cura Italia” ha messo a disposizione delle scuole un budget di 70 milioni per l’acquisto di dispositivi per le famiglie bisognose ma queste risorse, purtroppo, non bastano. Per questo il Comune di Brescia ha deciso di intervenire con l’obbiettivo di dotare, entro aprile, tutte le famiglie in difficoltà con minori di quanto è necessario per seguire la didattica a distanza. “Ogni azione è stata da subito concordata con l’Ufficio Scolastico Territoriale che, allo scoppio dell’emergenza socio-sanitaria, si è prontamente attivato. Con loro e grazie al presidio esercitato dai dirigenti scolastici nell’intercettare bambini e ragazzi in difficoltà abbiamo potuto strutturare un intervento efficace, per garantire a tutti gli studenti di continuare la scuola anche dentro la propria casa”, ha sottolineato l’assessore alla Pubblica Istruzione Fabio Capra. “Stiamo procedendo in tre fasi. In primo luogo abbiamo mappato le famiglie con bisogni speciali per la didattica a distanza. Nella seconda fase, in cui ci troviamo ora, stiamo acquistando i dispositivi e attivando le Sim per almeno sei mesi, con procedure che rispettano la normativa ma che ci garantiscono la massima rapidità di consegna e attivazione. Infine, operatori appositamente preparati consegneranno i dispositivi alle famiglie, direttamente a casa. Queste ultime verranno formate per accedere alle piattaforme autorizzate dal Miur e validate dall’Ufficio Scolastico Territoriale per la didattica a distanza. Stiamo procedendo con la massima celerità. Per essere efficaci, stiamo lavorando in stretta sinergia, come un unico sistema”. “Di fatto, ogni scuola ha poche migliaia di euro da spendere e quella per l’acquisto di un dispositivo elettronico è una spesa che si aggiunge alle già numerose incombenze economiche che le famiglie debbono sostenere”, ha dichiarato l’assessore ai Servizi Sociali Marco Fenaroli. “La necessità di seguire le lezioni soltanto in forma digitale ha portato a galla tanti problemi:  povertà educativa, inasprimento delle fragilità e della marginalizzazione, presenza di diversi nuclei famigliari in difficoltà. L’intervento straordinario del Comune intende consentire a tutti i minori di partecipare alla comunità scolastica, non soltanto perché è un dovere costituzionale, ma perché la scuola è prima di tutto un sistema di relazioni umane che va mantenuto vivo, anche in previsione del lungo e lento ritorno alla normalità”. “Abbattere il divario digitale è ciò che permette davvero ai bambini di poter partecipare alla didattica a distanza”, ha precisato il Vicesindaco e assessore all’Innovazione Laura Castelletti. “Il coronavirus ha frammentato le reti sociali e non è detto che, all’interno di una casa, ci siano adulti in grado di affiancare i minori per accedere alle piattaforme, accompagnarli nell’utilizzo degli applicativi della formazione e, più in generale, presidiare la navigazione dei più piccoli in modo che non incorrano in contenuti inadeguati o esperienze spiacevoli. Per questo motivo il Comune di Brescia sta mettendo a punto, insieme con l’Ufficio Scolastico Territoriale, un piano di formazione e accompagnamento per le famiglie con scarse competenze digitali. Su questo aspetto, altre realtà sul territorio, come Fondazione Asm, si stanno attivando per fare cultura digitale inclusiva e dedicata a bambini, ragazzi, adolescenti e adulti. L’emergenza che stiamo vivendo è anche una grande occasione per includere a pieno titolo il digitale tra le dimensioni della nostra vita quotidiana. Usare internet per formarsi, imparare, lavorare e accedere a servizi pubblici è una delle lezioni che tutti possiamo apprendere da questo difficile momento per diventare una comunità migliore, capace di incidere meno sull’ambiente e mantenendo diritti universali di inclusione”.

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