Imprese storiche verso il futuro

Sono 293 le micro, piccole e medie imprese lombarde iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione, che hanno aderito al bando ‘Imprese storiche verso il futuro’, chiuso ieri. Il totale dei contributi richiesti è di circa 5 milioni di euro. “L’assessorato allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia considera le imprese storiche un valore prezioso sia per il passaggio generazionale, sia per la tradizione che esse rappresentano. Lo dimostrano i riconoscimenti, misure come questo bando, la legge regionale approvata all’unanimità” ha commentato l’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Mattinzoli. “I provvedimenti sono stati condivisi con la Quarta Commissione del Consiglio regionale (Attività produttive), presieduta da Gianmarco Senna. Siamo fortemente convinti che mai come in questo momento ci sia bisogno di intensificare il sostegno a queste attività, perché rimanere chiusi in casa in questi mesi può aver cambiato le abitudini dei consumatori, orientando la scelta dei cittadini per obbligo verso l’acquisto on line”. “Dobbiamo quindi promuovere le botteghe storiche e gli esercizi di vicinato rivitalizzando ulteriormente e attualizzando sia il loro ruolo socio-culturale sia il loro significato per la storia del nostro Paese”, ha concluso l’assessore. “La partecipazione al bando di un numero così elevato di imprese, anche di piccole dimensioni, testimonia la volontà in questa situazione di emergenza di continuare a fare impresa, di continuare a investire per fare meglio – ha detto Giandomenico Auricchio presidente di Unioncamere Lombardia. “E’ quindi con soddisfazione che andremo a gestire con la Regione – ha aggiunto – il proseguimento delle attività relative”. Le risorse disponibili, stanziate da Regione Lombardia, sono complessivamente 2.300.000 euro, di cui 2.000.000 euro per spese in conto capitale e 300.000 euro per spese in conto corrente. L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto pari al massimo del 50% delle sole spese considerate ammissibili al netto di IVA. Sia per le imprese in forma singola che per le imprese in forma aggregata, il contributo è concesso nel limite massimo di 30.000 euro e l’investimento minimo è fissato in 10.000 euro al netto di IVA. Sono finanziati i progetti di restauro e conservazione di beni immobiliari; nuove insegne; acquisto di attrezzature, macchinari e arredi; ripristino delle finiture e dei decori originali legati all’attività storica. Il bando ha tenuto in considerazione anche lavori di sviluppo, innovazione e il miglioramento della qualità dei servizi per la maggiore attrattività dei centri urbani e dei luoghi storici del commercio nonché la valorizzazione di vie storiche e di itinerari commerciali. Previsto anche il contributo per il passaggio generazionale e la trasmissione di impresa.

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