Consumo suolo: a Brescia scomparsi 23mila ettari in 27 anni

Dal 1990 al 2017,nella sola provincia di Brescia, sono 22,9mila gli ettari di superficie agricola persi (-11.75%  pari a circa 23mila campi da calcio)  per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile nel territorio locale. È quanto emerge da una analisi fatta da Coldiretti Brescia su dati ISTAT e Provincia di Brescia  presentati in occasione  del rapporto Ispra Snpa sul consumo di suolo in Italia 2020 (divulgato nella giornata di ieri da Coldiretti nazionale) dal quale emerge che la perdita dovuta al consumo di suolo in termini di produzione agricola complessiva è stimata, a livello lombardo in 60 milioni di chili di prodotti agricoli persi in 7 anni, tra il 2012 e il 2020 (fonte Coldiretti Lombardia su dati Ispra). A livello nazionale – spiega Coldiretti – la perdita complessiva di produzione agricola dovuta al consumo di suolo è stimata in 3,7 milioni di quintali, per un danno economico di quasi 7 miliardi di euro in soli 7 anni, tra il 2012 e il 2019. La perdita di 250 milioni di chili di seminativi, di 71 milioni di chili di foraggere, di 26,6 milioni di chili dai frutteti, di 20 milioni di chili dai vigneti e di 9 milioni di chili dagli uliveti è particolarmente grave in una situazione in cui il grado medio di auto approvvigionamento dei prodotti agricoli in Italia, secondo l’analisi della Coldiretti, è sceso a circa il 75% con il Paese costretto ad importare ¼ degli alimenti di cui ha bisogno in un momento di grandi tensioni nel commercio internazionale a causa dell’emergenza coronavirus. Al danno economico si aggiunge il fatto che su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono i cambiamenti climatici – sottolinea la Coldiretti – con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – sostiene la Coldiretti – è che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. In Lombardia i comuni con potenziale rischio idrogeologico medio alto sono l’84,4% del totale. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, è necessario– continua Coldiretti Brescia –difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola. “Se non poniamo un argine al consumo di suolo perdiamo un’opportunità in termini di sviluppo economico e occupazionale per l’intero Paese oltre al fatto che c’è un tema che riguarda l’ambiente, la sicurezza e la qualità della vita” ha affermato il presidente di Coldiretti Brescia e Coldiretti nazionale Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

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