Più di 4 imprese su 10 (43%) credono nel rimbalzo dell’economia e dell’occupazione in un periodo compreso fra i prossimi tre mesi e l’anno. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione di aziende a livello nazionale in riferimento alle ultime rilevazioni Istat sull’aumento a settembre della fiducia di imprese e consumatori in particolare per il clima economico e il futuro. Si tratta di un segnale importante per il Paese che punta a recuperare gli oltre 500mila posti di lavoro persi a causa dell’emergenza coronavirus secondo un’analisi di Uecoop su dati Istat. Quasi 1/3 delle imprese (32%) – secondo l’indagine Uecoop – crede che l’Italia possa tornare a correre nei prossimi tre mesi, mentre il 23% se lo aspetta nell’arco di un semestre e poi c’è una maggioranza relativa di prudenti (44%) che prevede che ci vorrà almeno un anno. Per questo – afferma Uecoop – la situazione dei contagi va tenuta sotto controllo per garantire la salute dei cittadini e per evitare i pesanti effetti economici di una ripresa della pandemia. La ripartenza dell’Italia – spiega Uecoop – procede però in uno scenario di grande incertezza relativo proprio all’aumento dei contagi a livello nazionale e internazionale che rischia di pesare sul commercio e le collaborazioni fra attività produttive di diversi Paesi considerato il grado di interconnessione globale delle filiere. In uno scenario come questo – sottolinea Uecoop – è necessario attivare al più presto il piano di rilancio con tutte le risorse disponibili incrementando i fondi statali per assicurare la liquidità a comuni, province e regioni e abbreviando ancora di più i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione. Per la competitività delle imprese e per una vera ripartenza del Paese è strategico – evidenzia Uecoop – anche alleggerire il carico burocratico che rallenta l’attività e quindi la reattività del sistema produttivo senza però prescindere da trasparenza, correttezza, rispetto delle regole e delle procedure con il 44% delle imprese cooperative che – conclude Uecoop – indica la burocrazia come uno dei freno alla propria attività.

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