Un appello dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Brescia

Vaccino antinfluenzale.  “Non venite ora in farmacia, non ci è stato ancora consegnato”- questo il messaggio del dott.Francesco Rastrelli, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Brescia”. La situazione, purtroppo, non è cambiata dal mese di luglio, quando le aziende produttrici comunicarono ai farmacisti che non ci sarebbero state dosi sufficienti a coprire la richiesta della popolazione attiva, ricordando a  tutti  che le dosi ora giunte in farmacia sono quelle destinate all’immunizzazione delle categorie a rischio e che vengono distribuite, in base alle direttive regionali, esclusivamente ai medici di medicina generale. Quello che  è importante – continua Rastrelli – è  ribadire ai cittadini che è inutile recarsi ora in farmacia per acquistare il vaccino antinfluenzale prescritto dal medico, perché le dosi necessarie non sono ancora arrivate in farmacia”. Il riferimento non è per le  categorie fragili (ultra 65enni o con gravi patologie),  che potranno essere vaccinate presso i medici di medicina generale o presso i punti vaccinali  appositamente dedicati. Ad essere preoccupati sono, invece, tutti quei cittadini, che quest’anno erano stati sollecitati a vaccinarsi per evitare una possibile sovrapposizione dei sintomi dell’influenza stagionale con quelli del COVID-19. Costoro abitualmente si rivolgono alle farmacie per acquistare il vaccino, ma le farmacie in Lombardia ne sono completamente sprovviste e non si può prevedere, al momento almeno, quando potranno esserne rifornite”. Ho  partecipato  in qualità  di   Delegato  regionale  dei  farmacisti  lombardi,  all’incontro  con  il  DG  Welfare di  Regione  Lombardia,   Sabato  07-11-2020.  E’  stato  fatto  il  punto  sull’adesione alla  campagna  vaccinale  di regione e su  quelle che  potrebbero  essere  le  confezioni  che  avanzano  e  che  potrebbero  essere  destinate  al  canale  Farmacie.  Al momento  risulterebbe  un  numero  molto  esiguo,  per  non  dire  quasi  insignificante. A questo  proposito  mi  corre  l’obbligo spiegare che, come ogni anno, le Farmacie, tramite i rispettivi grossisti, si erano tempestivamente attivate per ordinare il quantitativo di vaccini antinfluenzali, basandosi sullo storico 2019. Ma cos’è accaduto ? Le aziende produttrici hanno esaurito i quantitativi a loro disposizione, in seguito delle forniture riservate alle  Regioni, del  totale dei vaccini disponibili,   in base ad appositi bandi, lasciando così sguarnite  le Farmacie”.  “Ed ora che potrà succedere ? – conclude Rastrelli – a questo punto dovremo aspettare  di  vedere se il totale dei quantitativi di vaccini destinati alle categorie fragili e somministrati dai  Medici di  Medicina  Generale oppure nei Centri  Vaccinali  delle  ATS, verranno  utilizzati appieno, in  caso di  eccedenze probabilmente  si potranno destinare  le eventuali confezioni  rimanenti alle farmacie”.  Questo prevediamo  di  saperlo verso la  fine del  mese di  Novembre. Nel frattempo a soffrirne per la mancanza saranno tutti quei soggetti, che, volendosi vaccinare a titolo precauzionale, anche perché sollecitati dalle autorità sanitarie  a farlo in numero maggiore degli scorsi per le ragioni note,  si sentiranno rispondere che dovranno attendere, proprio nel momento in cui il virus dell’influenza incomincia a  colpire. Ricordo, inoltre, che  i  farmacisti  hanno  ribadito la  disponibilità a vaccinare nelle farmacie,  il presidente Rastrelli ha sottolineato che “questo costituisce la normalità in Germania, Francia, Svizzera e Gran Bretagna e tanti altri Paesi . Non voglio fare polemiche, ma questa è la strada percorsa in Europa e Oltreoceano, l’Italia deve chiedersi, se vuole restare indietro su un aspetto tanto importante. I farmacisti italiani fin da maggio si sono messi a disposizione per sostenere il Servizio Sanitario e rispondere alle richieste dei cittadini”.

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