Appalti pubblici: attenzione alla legalità

La pubblicazione della sentenza del Tar di Brescia, che annulla l’aggiudicazione del bando con base d’asta 18 milioni di euro per la manutenzione dei fabbricati e delle scuole di competenza provinciale con assegnazione alla seconda classificata, porta a riflettere ancora una volta sulle criticità che interessano il settore degli appalti pubblici. Come riportato dalla stampa, il Tribunale amministrativo regionale si è pronunciato in merito accogliendo il ricorso dell’impresa seconda classificata e motivando la scelta indicando che, fra il resto, la gara è stata aggiudicata a un’impresa “risultata non rispettosa dei principi di libera concorrenza, non discriminazione e proporzionalità”, che non ha tenuto conto delle qualifiche delle maestranze richieste dalla Provincia relative al Ccnl del settore edile e corrispondenti all’effettivo e specifico oggetto dell’appalto. Aspetto che lascia l’amaro in bocca, soprattutto negli uffici di Ance Brescia. “Il nostro rammarico non riguarda tanto il fatto che è da anni che Ance Brescia lancia, inascoltata, questo grido d’allarme, quasi una richiesta d’aiuto alle amministrazioni, quanto per l’inapplicazione degli aspetti posti alla base dei principi della concorrenza leale”, chiarisce il presidente dei costruttori bresciani, l’ingegner Massimo Angelo Deldossi. “Negli appalti pubblici – prosegue Deldossi – è legittimo prevedere l’applicazione di uno specifico contratto di lavoro purché esso sia posto in relazione con i requisiti e le prestazioni da appaltare perché costituisce l’unica garanzia per una corretta gestione dell’appalto”. L’Associazione di via Foscolo rammenta l’intenso percorso che il Sistema Ance Brescia ha sviluppato nel tempo per promuovere e rafforzare un’edilizia virtuosa. “In questo contesto vogliamo ricordare che il sistema del costruito bresciano si è fatto promotore di uno specifico Protocollo di intesa già sottoscritto anche dalla Provincia di Brescia fin dal 1998 e poi riconfermato recentemente. Un accordo che vuole ridurre il più possibile le irregolarità che ruotano attorno al mondo dell’edilizia pubblica e privata, che punta a garantire sempre più committenti e pubbliche amministrazioni e che aborrisce le gare ragionate nell’ottica del mero massimo ribasso che non guardano anche alla qualità dell’esecutore”. A fine 2019, l’ente ha infatti adottato un patto di integrità per i lavori edili che impegna stazione appaltante e operatore economico partecipante alla gara, ma Ance Brescia preme affinché tale espressione di intenti si traduca in operatività quotidiana. Lascia esterrefatti che la Provincia, pur avendo sottoscritto un protocollo con l’Associazione da più di vent’anni, cada in questi macroscopici scivoloni. Tanto più che sul tavolo, è già stato proposto un ulteriore protocollo specifico sugli appalti pubblici, che prevede anche la modifica della modulistica di gara, un approccio diverso nella valutazione della congruità della manodopera paragonato a quanto fatto sino ad ora, per far emergere il rispetto di regole e norme e, per la fase di esecuzione, una migliore gestione, anche grazie a strumenti di trasparenza e legalità che il Sistema Ance Brescia ha sviluppato e sta facendo conoscere, quali Check per la conduzione e gestione delle fasi di cantiere

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