Lombardia: Consiglio approva all’unanimità legge per favorire la prevenzione e la cura dei disturbi alimentari

Il provvedimento prevede l’istituzione di una Rete regionale per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione; l’implementazione in ogni ASST di interventi ambulatoriali per l’intercettazione precoce, la diagnosi e l’eventuale invio dei pazienti alle strutture più appropriate; l’individuazione di ASST specifiche nelle quali costituire unità funzionali specialistiche adibite al trattamento anche ospedaliero dei pazienti; la creazione nelle ASST di equipe funzionali composte almeno da uno psichiatra, un neuro-psichiatra infantile, un medico internista, un dietologo, uno psicologo psicoterapeuta, un tecnico della riabilitazione psichiatrica, un dietista, un infermiere ed eventuali altri professionisti con formazione specifica in merito ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione; la programmazione e l’attuazione di politiche a sostegno delle famiglie e dei caregiver dei pazienti, valorizzando anche le iniziative già presenti sul territorio; la definizione di iniziative e corsi specifici di formazione riservati a operatori sanitari e sociosanitari, tra cui medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.

A sostegno degli obiettivi viene stanziato un milione e mezzo di euro all’anno, che si aggiunge alle risorse già previste su questo tema per le attività in essere e che attualmente ammontano a circa 4 milioni di euro l’anno.

Durante l’esame del provvedimento in Commissione sono stati auditi quasi quaranta soggetti tra professionisti e associazioni di famigliari e pazienti.

“Questa legge –spiega la relatrice e Vice Presidente della Commissione Sanità Simona Tironi (Forza Italia)- ha preso spunto da una serie di visite a strutture lombarde che si occupano di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione come il Centro Pilota per il Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare degli Spedali Civili di Brescia e Villa Miralago a Cuasso al Monte in provincia di Varese. Sulla base degli elementi emersi durante queste visite –sottolinea la Tironi- abbiamo cominciato a lavorare insieme a professionisti e famiglie per definire una proposta in grado di far fronte e dare risposte adeguate alle necessità dei pazienti, dei loro caregiver e dei professionisti stessi. In Lombardia esistono numerose realtà eccellenti che si occupano di questo tema, molte delle quali nell’ambito delle stesse ASST. Queste realtà lavorano attraverso una rete informale, che ora grazie a questo provvedimento potremo finalmente rafforzare e supportare al meglio”.

Il provvedimento, dopo la sua approvazione in Aula, è stato presentato in conferenza stampa nell’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli dove, oltre a Simona Tironi, sono intervenuti anche il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, il Presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti, il direttore generale dell’ASST Spedali Civili di Brescia Massimo Lombardo e l’attrice Ambra Angiolini, autrice del libro “InFame” nel quale racconta la sua battaglia contro il disturbo alimentare della bulimia che l’ha accompagnata per 11 anni.

“Si tratta di una legge innovativa, con la quale la Lombardia, prima regione in Italia, cerca di fornire attraverso la realizzazione di una specifica rete territoriale risposte puntuali a un problema che interessa un numero crescente di persone soprattutto adolescenti –ha sottolineato il Presidente Alessandro Fermi-. Un tassello legislativo importante ma che deve essere affiancato da un cambio di approccio anche in ambito educativo e in particolare nel modo in cui gli adulti si rapportano verso i ragazzi. Ragazzi che oggi, complice la pandemia e l’impossibilità di vivere in pienezza l’aspetto relazionale, sono spesso sempre più soli, con le loro paure e le loro incertezze. Da qui la necessità di stimolare in loro la capacità di esternare serenamente le domande che sviluppano dentro di sè, di dedicare un tempo maggiore all’ascolto e di essere in grado di dare risposte, senza avere la pretesa che stiano sempre in fila al loro posto. La solitudine è la malattia peggiore che dobbiamo sconfiggere tutti insieme”.

“Bisogna ridare un peso e una forma giusta a quello che davvero conta, facendo venire fuori la bellezza che c’è in ciascuno di noi e facendo crescere l’autostima personale –ha detto Ambra Angiolini, che ha raccolto l’invito di Simona Tironi a fare da testimonial alla nuova legge regionale sui disturbi alimentari-. Queste non sono malattie che hanno a che fare con l’immagine estetica che abbiamo di noi stessi, queste sono malattie dell’anima ed è il motivo per cui non le possiamo curare in un giorno ma richiedono attenzione particolare. Dobbiamo aiutare i ragazzi a parlare di se stessi e in questa direzione va il mio laboratorio teatrale in cui ho coinvolto le ospiti e gli ospiti del centro pilota regionale per i disturbi del comportamento alimentare di Gussago sul tema “IO VOGLIO anorESSERE buliMIA”. La mia ambizione –ha concluso Ambra Angiolini- è quella di portare questo progetto a livello nazionale perché diventi un punto esclamativo per tutta l’Italia”.

“Mi prendo l’impegno di portare questa legge lombarda a Roma all’attenzione del nuovo Governo Draghi insieme alla recente legge sul contrasto alle droghe e alle dipendenze –ha sottolineato Emanuele Monti-. La Lombardia si conferma esempio e riferimento nazionale nei campi della salute e del sociale”.   

Il tema dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione presenta un impatto generazionale profondo. Si tratta infatti della seconda causa di morte della popolazione femminile italiana in adolescenza dopo gli incidenti stradali e colpisce un numero crescente di giovani. In prevalenza sono interessati  l’1% delle adolescenti per anoressia nervosa e il 3% per bulimia nervosa; forme subcliniche caratterizzate da una minore gravità del quadro sembrano colpire mediamente il 10% dei soggetti di sesso femminile. In adolescenza, il rapporto maschi/femmine per anoressia nervosa è 1 a 9. In Italia, le donne con anoressia sarebbero circa 25mila, mentre quelle con bulimia circa 100mila.
I dati sono sensibilmente peggiorati durante la pandemia, complici soprattutto il lockdown e la solitudine prodotta dalla didattica a distanza, con un numero di casi che ad esempio presso l’Ospedale San Raffaele di Milano nell’ultimo semestre è più che raddoppiato e ha interessato prevalentemente studenti di 14 e 15 anni, con almeno sessanta casi riscontrati legati prevalentemente a repentine perdite di peso fino a 20 chili in poche settimane.

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