SOS agriturismi: nel bresciano hanno un 90% in meno del fatturato

La novità del servizio mensa è una opportunità, ma stop a burocrazia inutile che scoraggia adesione

E’ sos per gli agriturismi bresciani che dopo un anno di pandemia registrano perdite fino al 90% del fatturato. È quanto afferma Coldiretti Brescia nel sottolineare che il via libera al “servizio di mensa” per le strutture agrituristiche già autorizzate alla somministrazione di pasti rappresenta un’occasione  per poter recuperare almeno in parte quanto perso. “Un opportunità di ripresa importante – sottolinea Tiziana Porteri  presidente di Terranostra Brescia l’associazione per l’agriturismo e per l’ambiente promossa da Coldiretti –  basti pensare ai numerosi  importanti cantieri presenti sul territorio bresciano con decine di operai che necessitano di poter pranzare in un ambiente riparato e di usufruire dei servizi igienici. Lo stesso ragionamento andrebbe esteso ad autisti, camionisti e rappresentanti oggi costretti a consumare pasti frugali all’interno dei loro veicoli”. In provincia di Brescia – precisa la Coldiretti – sono 350 gli agriturismi attivi di cui il 70% con servizio di ristorazione. La possibilità di stipulare convenzioni con ditte e imprese per garantire il pranzo ai dipendenti durante il periodo di emergenza sanitaria, nel rispetto delle norme anti contagio – continua Coldiretti – si somma alla possibilità concessa da Regione Lombardia di effettuare in questi mesi l’asporto e il delivery di piatti pronti. Sono tutte misure positive  – commenta Coldiretti Brescia – finalizzate a dare una boccata di ossigeno al settore, che è tra i più colpiti dalle restrizioni in vigore ormai da un anno. “Ora – prosegue Tiziana Porteri – bisogna evitare che questa nuova misura venga ostacolata da iter burocratici inutili che appesantiscono le procedure rallentandole e che scoraggiano gli imprenditori agricoli dal cogliere questa opportunità”. Gli agriturismi – conclude Coldiretti Brescia – si trovano in campagna, in strutture familiari e lontano dagli affollamenti, con spazi adeguati per i posti letto e a tavola: per questo sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dalla diffusione del coronavirus fuori dalle mura domestiche.

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