Apindustria Confapi Brescia incontra i parlamentari bresciani Berlinghieri e Bazoli

Oltre cento i partecipanti al webinar “COVID 19: Protocollo Sicurezza e Vaccinazione nell’Industria”, organizzato da Apindustria Confapi Brescia, che si è tenuto oggi. “Sappiamo come in questa fase per la piena ripartenza economica e sociale sia importante risolvere il problema COVID –  ha detto il Presidente di Apindustria Confapi Brescia Pierluigi Cordua durante i suoi saluti introduttivi -. CONFAPI con altre associazioni di categoria ha sottoscritto un protocollo di intesa nazionale a favore delle industrie per poter vaccinare i dipendenti nei luoghi di lavoro con i medici competenti. Sapersi orientare tra le varie disposizioni per l’imprenditore è quindi fondamentale, da qui l’esigenza di fornire agli associati tutti gli strumenti necessari”. La responsabilità del lavoratore nella necessaria cooperazione per la corretta applicazione del Protocollo Sicurezza COVID-19 è stato il primo tema affrontato e spiegato dal Dott. Raffaello Castagna Responsabile Relazioni Sindacali e Industriali Apindustria Confapi Brescia: “Datore di lavoro e lavoratore – ha spiegato il Dott.  Castagna – sono titolari di obblighi e responsabilità al fine di garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro”. E’ seguito l’intervento del Dott. Enea Filippini Responsabile Ambiente e Sicurezza Apindustria Confapi Brescia: “Il Protocollo nelle aziende è sicuramente un’opportunità per garantire un’immunità aziendale. Come tutte le opportunità ha delle condizioni per la realizzazione che sono la disponibilità dei locali e la volontà del medico aziendale di assolvere a questa funzione. Oggi questa possibilità ha però un limite che non dipende dal sistema imprese, ma da fattori esterni e cioè dalla disponibilità dei vaccini. L’associazione – ha proseguito – si sta impegnando in tutti le sedi per dare “le gambe” a questa opportunità”. A chiudere gli interventi il Prof. Avv. Andrea Bollani Ordinario di Diritto del lavoro nell’Università di Pavia che ha effettuato una dissertazione sul tema dell’esistenza o meno di un eventuale obbligo in capo al lavoratore di sottoporsi a vaccinazione anti COVID-19 in relazione alle norme vigenti. “La libertà di non sottoporsi al vaccino – ha spiegato il Prof. Avv. Andrea Bollani – non esclude comunque, in caso di rifiuto, possibili conseguenze sul rapporto di lavoro. E questo può valere non soltanto per gli operatori sanitari, ma per tutti i lavoratori”.

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