Indagine sull’impatto della pandemia sulle imprese non fallibili

L’emergenza pandemica si è trasformata in emergenza economica e sociale e i Commercialisti sono stati chiamati a svolgere il ruolo di affiancare le imprese travolte e stravolte dalla crisi. Nel corso dell’ultimo anno, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha profuso grande impegno per instaurare una collaborazione sinergica con le istituzioni volta a sostenere le difficoltà economiche e finanziarie anche dei piccoli imprenditori e a offrire loro soluzioni utili per affrontare la crisi prima che questa diventi irreversibile. Un esempio, in tal senso, è rappresentato dall’anticipazione della disciplina del sovraindebitamento contenuta nel codice della crisi, avvenuta ad opera del c.d. decreto “Ristori”, proprio grazie ad un serrato dialogo con il Governo finalizzato a palesare gli evidenti limiti della normativa della legge 3/2012 e la necessità di superarli per agevolare l’accesso alle procedure e garantirlo anche al debitore incapiente. Questi  procedimenti, destinati a risolvere le crisi dei soggetti non fallibili – ma non per questo di minore incidenza sul tessuto economico nazionale – devono essere considerati come un’importante risorsa per la ripartenza del Paese e, in tale prospettiva, reputo sia necessario promuoverne la conoscenza tra i cittadini, le imprese, i Professionisti e le istituzioni e, al contempo, lavorare affinché gli istituti previsti dalla normativa sul sovraindebitamento vengano fortemente semplificati per favorirne il concreto utilizzo. La realizzazione di tali obiettivi presuppone, innanzitutto, la conoscenza delle realtà in cui gli istituti del sovraindebitamento possono trovare applicazione: l’indagine oggetto del presente documento, muovendo da tale premessa, “fotografa” l’attuale scenario economico e ci restituisce dati che testimoniano come il ricorso alle procedure di sovraindebitamento durante la pandemia sia stato piuttosto contenuto. La principale motivazione può rinvenirsi nell’effetto “bolla” creato dalle misure agevolative varate dal Governo, in virtù del quale la situazione di crisi di molte realtà imprenditoriali resta al momento contenuta, ma che purtroppo, quando la “bolla” esploderà con il venir meno dei sostegni, potrebbe degenerare e produrre conseguenze economicamente disastrose. Secondo una stima effettuata sulla base dei risultati del sondaggio, circa 371.500 imprese non fallibili potrebbero trovarsi in grave difficoltà economica nel corso del 2022. Ed è quindi anche, e soprattutto, in prospettiva futura che la nostra Professione è chiamata a una svolta. È questo il momento di esaltare la nostra funzione sociale e di svolgere al meglio il ruolo di trait d’union tra le forze politiche e il Paese: essendo parte integrante del nostro core business intercettare i primi segnali di crisi e di sofferenza delle imprese e assisterle nel risanamento, è a noi che va riconosciuto un ruolo centrale ed essenziale in tale fase. Peraltro, non è un profilo secondario che un intervento tempestivo condotto con l’ausilio di Professionisti che vantano specifiche competenze può rivelarsi utile anche nell’ottica di prevenire il ricorso all’usura, considerando che la crisi di liquidità delle imprese derivante dalla pandemia ha innalzato il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, per natura orientata a insinuarsi nelle situazioni di estrema fragilità. Il Consiglio Nazionale, nell’ambito dell’area di delega che studia la materia del sovraindebitamento, intende, quindi, avviare alcuni progetti condivisi con le istituzioni e gli enti pubblici e privati preposti alla lotta all’usura anche per individuare un nuovo apparato di sostegno economico ai soggetti in stato di sovraindebitamento e a concreto rischio di usura. È innegabile, infatti, l’importanza strategica che, nel processo di risanamento di un’impresa e vieppiù nel percorso del suo reinserimento nel circuito economico secondo criteri di legalità, riveste l’apporto di nuova finanza: l’obiettivo sarà, dunque, quello di individuare, oltre ai tradizionali sistemi di finanziamento, nuovi canali collaborativi per reperire quella liquidità indispensabile alla sopravvivenza dei soggetti più vulnerabili. Valeria Giancola

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