La Lombardia maglia nera sul consumo suolo

La provincia di Brescia preoccupa con oltre 200 ettari persi in un anno. Giacomelli Coldiretti Brescia: necessario difendere il patrimonio agricolo. Con 765 ettari di terra “mangiati” in un solo anno e il 12% del totale del territorio coperto artificialmente, la Lombardia detiene la maglia nera in Italia per il consumo di suolo. Brescia conferma il trend negativo: nell’arco di un anno sono andati persi altri 214,5 ettari. Lo conferma l’analisi diffusa da Coldiretti Lombardia, sugli ultimi dati Ispra, in occasione della Giornata mondiale del suolo celebrata ieri, domenica  5 dicembre. Tutto questo mentre la superficie agricola utilizzabile in regione è scesa sotto il milione di ettari, anche a causa della cementificazione e della scomparsa di terreni fertili. A livello nazionale – precisa Coldiretti – nello spazio di una sola generazione si è consumato più di un terreno agricolo su quattro seguendo un modello di sviluppo sbagliato, che ha causato la scomparsa del 28% delle campagne. “Per proteggere terra e cittadini  – precisa Valter Giacomelli presidente di Coldiretti Brescia– è necessario difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola mettendo in atto tutte quelle azioni utili per salvaguardare e valorizzare il nostro territorio a partire dallo sviluppo dei progetti del PRRN.  Se non poniamo un argine al consumo di suolo perdiamo un’opportunità in termini di sviluppo economico e occupazionale per l’intero Paese oltre al fatto che c’è un tema che riguarda l’ambiente, la sicurezza e la qualità della vita” Per combattere le speculazioni e tutelare i terreni agricoli, i giovani imprenditori di Coldiretti hanno anche lanciato la petizione contro i pannelli solari mangia suolo, al fine di spingere il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole, con la raccolta di quasi 150mila firme in tutta Italia. “Come giovani imprenditori siamo in prima linea nell’adozione di pratiche green e innovative – precisa Davide Lazzari, delegato di Giovani Impresa Coldiretti Brescia -, ma il suolo agricolo va tutelato per difendere anche la biodiversità che caratterizza i nostri territori. La multifunzionalità energetica deve essere sviluppata come attività integrata alla coltivazione e all’allevamento, fino a un massimo del 5% della superficie dell’azienda, da realizzare direttamente dagli agricoltori e in aree marginali”. La sparizione di terra fertile non pesa solo sugli approvvigionamenti alimentari – sottolinea Coldiretti – dal 2012 a oggi il suolo sepolto sotto asfalto e cemento non ha potuto garantire l’assorbimento di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che ora scorrono in superficie aumentando la pericolosità idraulica dei territori, con danni e vittime. Una situazione accompagnata anche dalla maggiore frequenza degli eventi estremi – +36% nel 2021 rispetto all’anno precedente – con precipitazioni violente che provocano ingenti danni. Questo proprio perché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua – continua Coldiretti – in territori resi più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 7252 i comuni, ovvero il 91,3% del totale, a rischio idrogeologico (dati Ispra). Solo in Lombardia – precisa Coldiretti – il rischio idrogeologico riguarda più di 4 comuni su 5.


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