Non ci sono infatti dubbi: il mercato del lavoro è cambiato in modo molto forte negli ultimi anni, con figure oggi ricercatissime che un quinquennio fa non esistevano o erano del tutto marginali.

A partire da questi presupposti chi sta cercando un lavoro, chi desidera migliorare la propria carriera o chi sta decidendo quale percorso di specializzazione imboccare deve mantenersi aggiornato sui trend in evoluzione, nonché sulle figure maggiormente ricercate nel prossimo futuro.

«Come diretta conseguenza della lunga emergenza sanitaria che stiamo vivendo» spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati (www.adamiassociati.com), società internazionale di head hunting specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera «tra le figure lavorative più ricercate continueranno sicuramente a esserci quelle legate al mondo medico e al mondo farmaceutico. Penso per esempio al Medical Advisor, nonché al Pharmaceutical Marketing Manager, e in generale a tutte quelle figure necessarie per rendere più efficienti le strutture sanitarie italiane».

Tra le posizioni più ricercate ci sono poi, com’è ormai abitudine, diversi profili del mondo digitale.

«L’analisi dei dati è un’attività fondamentale per un numero sempre maggiore di imprese, ed è per questo motivo che i professionisti dell’interpretazione del dato, a partire dal Data Scientist, figurano tra le priorità in fatto di risorse umane per le più disparate realtà» aggiunge l’head hunter. E ancora, altre figure che si presenteranno in grande spolvero sul mercato del lavoro del nuovo anno, stando alle stime di Carola Adami, saranno il Project Manager, l’Export Manager, l’E-commerce manager nonché il Giurista d’impresa, «una figura via via più ricercata negli ultimi anni».

Per capire come si presenterà il mercato del lavoro del futuro, però, non basta guardare a quelle che saranno le professioni più ricercate. È importante anche guardare ai trend più generali.

«Il lavoro da remoto continuerà a essere protagonista, anche nei prossimi mesi, un po’ per il perdurare dell’emergenza sanitaria, un po’ per l’adozione stabile dello smart working fatta da tante aziende piccole e grandi, che ne hanno scoperto i vantaggi a partire dal lockdown» sottolinea Adami.

«Visti i rapidi processi evolutivi che abbiano conosciuto e che conosceremo a breve, un altro trend importante è quello del reskilling, con le aziende a investire nella riqualificazione e nella formazione del proprio personale; chi cerca lavoro, da parte sua, deve essere pronto a colmare eventuali lacune per rendere più appetibile il proprio curriculum vitae».

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