VALUTAZIONI SULLO STATO DELL’ARIA A BRESCIA NEL 2021

A causa delle sue particolari caratteristiche Brescia, insieme con 18 Comuni limitrofi, costituisce il cosiddetto “agglomerato” che prevede l’adozione di strategie congiunte per la lotta all’inquinamento atmosferico. In Lombardia altre due situazioni simili sono presenti a Milano e Bergamo. I dati delle emissioni degli inquinanti in atmosfera sono sostanzialmente omogenei per gran parte del Nord Italia e in costante miglioramento negli ultimi anni, segno che le politiche di contenimento del fenomeno stanno funzionando, pur con i limiti della conformazione morfologica della Val Padana.

L’Amministrazione comunale, inoltre, da tempo persegue l’obiettivo di una puntuale e completa comunicazione sul tema della qualità dell’aria.

Tra le diverse attività di comunicazione sul tema, si ricorda la costituzione dell’Osservatorio Aria Bene Comune – che nel gennaio 2021 ha dato vita al Primo Rapporto dell’Osservatorio in grado di fornire un quadro completo dei diversi aspetti legati al tema dell’inquinamento dell’aria -, il recente incontro della Commissione consiliare Ecologia, ambiente, protezione civile sul tema “Qualità dell’aria nell’agglomerato di Brescia: trend, inquinamento indoor, aspetti sanitari e politiche” e, da ultimo in ordine di tempo, la conferenza stampa di inizio febbraio con Arpa Lombardia sul contributo all’inquinamento dell’aria generato dagli impianti termici alimentati a biomassa.

L’incontro di oggi con Arpa Lombardia – con la quale l’Amministrazione comunale condivide da tempo una proficua collaborazione nell’azione di contrasto all’inquinamento atmosferico – si pone in continuità con queste importanti attività di comunicazione alla cittadinanza. Per entrambi gli enti, il tema della informazione puntuale e tempestiva è ritenuto fondamentale.

Arpa Lombardia presenta le valutazioni sullo stato della qualità dell’aria durante l’anno 2021 con particolare riferimento alla città e nell’agglomerato di Brescia approfondendo, oltre ai risultati ottenuti, la rappresentatività e la qualità delle misure.

In particolare, lo scorso anno nella città di Brescia è stato rispettato ovunque il limite sulla media annua del PM10 (40 µg/m3), con concentrazioni pari a 32, 31 e 30 µg/m3 rispettivamente nelle postazioni di Brescia via Tartaglia, Brescia Villaggio Sereno e Brescia via Broletto. Nelle stesse stazioni è stato invece superato il limite giornaliero del PM10 con rispettivamente 55, 59, 42 superamenti nelle stesse tre stazioni. Tali valori rappresentano comunque un miglioramento rispetto al passato, quando venivano registrati anche più di 100 superamenti all’anno.

In città durante il 2021 è anche stato rispettato il limite sulla media annua di PM2.5, con concentrazioni pari a 22, 21 e 18 µg/m3 rispettivamente a Villaggio Sereno, San Polo e Broletto a fronte di un limite normativo di 25 µg/m3. I dati molto simili sia per le concentrazioni medie annue di  PM10 che di PM2.5 evidenziano una situazione uniforme sul territorio.

Diverso è il caso del biossido di azoto: in questo caso i dati rilevati dalle stazioni sono molto diversificati in relazione al punto di misura: si va da 24 µg/m3 misurati nella stazione di via Sabbioneta a  San Polo, 27 µg/m3 a Broletto, 37 µg/m3 in via Tartaglia e 41 µg/m3  in via Turati, unica stazione dell’agglomerato a superare nel 2021 il limite di 40 µg/m3. Tale diversità non è casuale, ma è legata alla tipologia di inquinante che, a differenza del PM10 e del PM2.5, è molto più variabile sul territorio, in relazione alle emissioni da traffico che rappresentano la prima sorgente di tale inquinante.

Disuniforme sul territorio è anche la situazione del benzo(a)pirene che vede i suoi massimi nelle aree del territorio dove è più diffusa la combustione della legna (come in Val Camonica) e meno in città dove una buona parte del riscaldamento degli edifici è garantita dal teleriscaldamento.

L’ozono supera invece gli obiettivi previsti dalla normativa per la protezione della salute e della vegetazione su tutto il territorio, in modo diffuso e sostanzialmente uniforme, a testimoniare la natura secondaria di questo inquinante che si forma in atmosfera da reazioni fotochimiche che coinvolgono diverse sostanze (ossidi di azoto e i composti organici volatili) su scale spaziali di decine di chilometri.

Le misure riportate sono quelle ottenute dalle stazioni della rete di rilevamento che, come prevede la normativa, sono installate in coerenza con il programma di valutazione che, su istruttoria di ARPA, Regione Lombardia propone al Ministero che poi sottopone ad Ispra e ad ENEA.

Le stazioni sono posizionate in modo da rilevare la variabilità delle situazioni presenti, misurando sia l’esposizione media della popolazione che le concentrazioni più elevate a cui la popolazione è esposta per un periodo significativo in relazione al periodo di mediazione del valore limite.

La normativa fissa un numero minimo di postazioni necessarie per ogni zona o agglomerato e chiede che le stazioni stesse siano posizionate secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità. Al proposito si rileva che i punti di misura di PM10 e PM2.5 siano nell’agglomerato di Brescia complessivamente pari a 7 (oltre a quello nella stazione industriale di Rezzato) quando dovrebbero essere 3. I punti di rilevazione di NO2 sono 6 (oltre a quello di Rezzato) a fronte di un numero minimo di 2, e anche le postazioni per la misura dell’ozono sono 2 rispetto all’unica richiesta della normativa.

Tutte le misure effettuate, peraltro, evidenziano che per PM10 e PM2.5 i valori sono molto simili spostandosi tra i diversi siti della città, con sole eccezioni legate a eventi particolari quali ad es. il rifacimento del manto stradale, a testimonianza della elevata rappresentatività delle stazioni.

Le misure effettuate dalla rete di rilevamento sono peraltro garantite da appositi programmi di controllo e assicurazione di qualità, con un numero di controlli e check pianificati all’anno che per alcuni strumenti superano il centinaio. Se è fisiologico che la strumentazione, che funziona 24 ore su 24, abbia guasti o malfunzionamenti, è poi da sottolineare come complessivamente i dati disponibili superano da anni le soglie di continuità minime previste dalla norma per poter considerare valido il dato ottenuto. Ad esempio, durante il 2021 sono risultati disponibili rispettivamente il 97% , 95% e 93%  dei dati di PM10 misurati nelle stazioni di Brescia Villaggio Sereno, Broletto e via Tartaglia (percentuale calcolata su 365 giorni). Le giornate perse, peraltro, sono risultate distribuite nel corso dell’anno, tra la stagione fredda e la stagione calda (durante la quale normalmente gli episodi di superamento dei limiti di particolato sono molto limitati). Considerando poi che normalmente non tutte le stazioni si fermano contemporaneamente, la continuità della misura è sempre stata garantita e si può anche affermare che i malfunzionamenti sono avvenuti soprattutto in giornate di non superamento dei limiti.

Tutti i dati rilevati sono del resto disponibili per la consultazione pubblica sul sito di ARPA Lombardia dove vengono aggiornati tutti i giorni e sono scaricabili liberamente da chiunque, insieme alle previsioni per i giorni successivi, alle stime modellistiche relative all’esposizione media in tutti i Comuni lombardi e alle relazione relative ai risultati delle campagne di rilevamento effettuate con i mezzi mobili.

Previous Article
Next Article

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Guarda SeinTv!

www.brevinews.net

Copyright © 2019 Brevinews
Registrato presso il Tribunale di Breescia – n° 4/2016

Se hai dei comunicati che vorresti pubblicare sul nostro giornale web inviali alla nostra redazione: redazione@brevinews.net

Translate »
[glt language="Spanish" label="Español" image="yes" text="yes" image_size="24"]