ASSOBIOTECH, GIANSANTI: TECNOLOGIA E INNOVAZIONE PER SFAMARE IL MONDO. GLI AGRICOLTORI PRONTI ALLA SFIDA

“La necessità di produrre di più per garantire maggiore sicurezza alimentare, e al contempo minore impatto sull’ecososistema, spingono il settore primario, oggi più che mai, a un profondo cambiamento. E in questo processo di transizione ecologica e di autonomia delle filiere, le biotecnologie hanno ruolo importante, al pari dell’innovazione e della ricerca che devono portare a un nuovo modello di agricoltura”. Lo ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al confronto organizzato dal Corriere della Sera e Federchimica Assobiotec a Milano, nell’ambito della giornata di riflessione e dibattito sul biotech come volano di crescita e sviluppo del Paese.

“Basti pensare all’agricoltura di precisione, – ha sottolineato Giansanti – che permette di diminuire il consumo di input a vantaggio della sostenibilità ambientale e della produttività”.

Nel nostro Paese, la superficie coltivata con tecniche di agricoltura 4.0 è del 6%, una percentuale raddoppiata soltanto nell’ultimo anno. Ciò grazie anche ai più recenti provvedimenti del Governo, sollecitati da Confagricoltura, a favore di questa svolta che ha permesso oggi al 60% delle imprese agricole italiane di adottare almeno un’innovazione 4.0.

“Sostenibilità e produttività non sono in conflitto, – ha aggiunto Giansanti – benché non sia facile soddisfare le esigenze di tutti i cittadini del mondo, anche quelli che non hanno la disponibilità di avere bene essenziali come il cibo. La FAO ci dice che il grano è alimento chiave per il 35% della popolazione mondiale; 50 Paesi dipendono dal grano ucraino e russo per il 30% del loro fabbisogno; 26 Paesi per oltre il 50% e, tra questi, almeno 4 fanno parte del bacino mediterraneo: Egitto, Turchia, Albania e Libano”.

“Per evitare pericolose tensioni sociali si può ricorrere all’aumento della produzione che, come indica ancora la FAO, si ottiene aumentando le rese ad ettaro, più che mettendo in produzione maggiore superficie. E alle nuove sfide del settore primario si risponde proprio con la tecnologia e l’innovazione”.

“Anche la politica europea va rivista – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Nel corso degli ultimi anni è stata improntata con una sempre maggiore enfasi sugli obiettivi di tutela ambientale, sacrificando la questione, altrettanto importante, dell’autoapprovvigionamento delle materie prime e anche dell’energia da fonti rinnovabili, che può validamente costituire una diversificazione produttiva per le imprese agricole, nonché una fonte interna e sostenibile che riduce la dipendenza dall’estero”.

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