Giacomelli Coldiretti: “bene il piano regionale di interventi urgenti contro la peste suina. Importante azione dell’assessore Rolfi”

“Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’attivazione di un piano di intervento regionale contro la peste suina, l’arrivo di questa malattia sarebbe un vero e proprio disastro economico per la nostra provincia dove vengono allevati oltre 1 milione e trecentomila suini, base delle grandi DOP del prosciutto italiano. Urgente anche contenere il più possibile i cinghiali, primo vettore di trasmissione della malattia”. Queste le parole di Valter Giacomelli presidente di Coldiretti Brescia che ringrazia l’assessore di Regione Lombardia Fabio Rolfi che oggi in giunta ha approvato il Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della Peste suina africana nei suini di allevamento e nella specie cinghiale per il periodo 2022/2025.

Con il piano regionale, a contrasto alla peste suina si estende la caccia di selezione in tutta la regione. Tra le misure previste nel piano di ‘Interventi Annuali di Prelievo del cinghiale’, la sostituzione per la caccia di selezione della soglia massima di prelievo con una soglia realizzativa minima, che deve corrispondere a un target di prelievo pari a non meno dell’80% della popolazione stimata nell’Unità di gestione di attuazione. Si fissa, inoltre, l’obiettivo di un incremento minimo del 30% di capi prelevabili in caccia di selezione rispetto a quanto stabilito in sede di ciascun piano di prelievo.

“Più volte abbiamo denunciato i pericoli della proliferazione e diffusione senza freni di questi ungulati – – conclude il presidente Giacomelli  – che oltre a provocare danni nelle campagne e incidenti, rappresentano un pericoloso veicolo per la peste suina. Il rischio di diffusione della peste suina a Brescia oltre al danno economico diretto alle imprese agricole, graverebbe nel circuito commerciale di esportazione delle eccellenze agroalimentari italiane riconosciute in tutto il mondo, a partire dalle due DOP più famose come il prosciutto San Daniele e il prosciutto di Parma fino a prodotti meno noti ma di grandissima qualità e molto apprezzati all’estero. Ogni iniziativa che può aiutare a contenere la presenza di questi animali è quindi importante”.

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