10 cose che (forse) non sai sulla Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana, simbolo architettonico della città di Torino, fu progettata e iniziata dall’architetto Alessandro Antonelli nel 1863, venne conclusa solo nel 1889. Da monumento per l'Unità d'Italia, venne convertita nella sede del Museo nazionale del cinema. E se la vedete su una moneta da 1 centesimo, avete trovate un tesoro.
Ecco delle curiosità su questo "geniale" monumento, come lo definì il filosofo Friedrich Nietzsche (1844-1900)

1. ALL'INIZIO DOVEVA ESSERE UNA SINAGOGA
Era il 1848 e il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia-Carignano (1789-1849) concedeva lo Statuto Albertino, in cui si leggeva, tra le altre cose: "Gli Ebrei sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici dei nostri sudditi, a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, e a conseguire i gradi accademici". Finiva così il lungo periodo del ghetto ebraico torinese e veniva concessa la libertà ufficiale di culto alle religioni non cattoliche. Nel 1862, l'Università Israelitica colse la palla al balzo: per celebrare la conquista della parità di diritti, commissionò al visionario architetto novarese Alessandro Antonelli (1798-1888) la costruzione di una nuova sinagoga in città.

2. IL CANTIERE SI FERMÒ PER MANCANZA DI FONDI
L'idea originaria di Antonelli era costruire un tempio a cupola alto "solo" 47 metri: dopo l'inizio dei lavori, l'architetto cominciò a introdurre un'infinità di variazioni e a modificarne l'altezza (112 metri). Quando mancavano pochi metri al completamento dell'opera, i lavori vennero sospesi per esaurimento dei fondi che la comunità ebraica aveva messo a disposizione. Inoltre, la committenza non era soddisfatta per gli stravolgimenti del progetto iniziale. Fu così che nel 1877 il Comune di Torino si fece carico di completare l'opera, abbandonata ormai da un decennio.

3. IL COMUNE DI TORINO CAMBIÒ LA DESTINAZIONE D'USO
Il consiglio comunale acquistò l'edificio per 150mila lire e lo dedicò al re Vittorio Emanuele II di Savoia, trasformandone la destinazione d'uso. A partire dal 1908 divenne la prestigiosa sede del Museo del Risorgimento, che fu però trasferito trent'anni dopo a Palazzo Garignano e la Mole fu usata solo come sede di mostre estemporanee. Solo nel 1996 la Mole venne ripensata come una sede museale permanente. 

4. L'ARCHITETTO NON SI ACCONTENTAVA MAI DELL'ALTEZZA
Pochi mesi prima di morire, nel 1888, la Mole aveva un'altezza record di 153 metri (oggi ne misura 167,5) ma il novantenne Antonelli non era soddisfatto: decise perciò di aggiungere in cima alla guglia il Genio alato, una statua di 300 kg, alta più di 5 metri, in rame sbalzato e dorato, dello scultore e orafo Celestino Fumagalli, sormontata da una stella a 5 punte. La statua fu collocata nel 1889, ma nel 1904 fu abbattuta da un uragano, anche se miracolosamente, la scultura non precipitò, rimanendo incastrata a un lato della guglia. Fu sostituita nel 1906 da una stella a 12 punte in rame dorato.

5. ERA LA PIÙ ALTA DEL MONDO
Con i suoi 167 metri finali, la Mole Antonelliana è stata, all'epoca in cui venne costruita, l'edificio in muratura tra i più alti del mondo. Il nome dell'edificio deriva proprio dal fatto che, in passato, era una costruzione in muratura da record.

6. FU LA PRIMA A ESSERE ILLUMINATA
La Mole è stata una delle prime costruzioni in Europa a essere illuminata con il gas cittadino, sul finire del XIX secolo.

7. HA DEGLI ASCENSORI "DA RECORD"
Si racconta che, durante la costruzione della Mole, Antonelli (molto anziano) si facesse issare in vetta alla cupola da un ascensore improvvisato, azionato da una puleggia, per verificare di persona lo stato dei lavori.
Oggi è imperdibile l'ascensore in cristallo che porta fino al tempietto, a 85 m di altezza, in soli 59 secondi. Da qui si gode di una vista unica su Torino e sulle Alpi. Durante la salita si "attraversa" quella che è conosciuta come l'Aula del Tempio.

8. IL PROGETTO DEL MUSEO DEL CINEMA NACQUE SOTTO LE BOMBE
I durissimi bombardamenti angloamericani su Torino del 1942, durante la Seconda guerra mondiale, non danneggiarono la Mole, ormai diventato simbolo della città. Allora l'edificio custodiva già, in un magazzino del seminterrato, i reperti che Maria Adriana Prolo (1908-1991), come un'archeologa-collezionista, aveva raccolto meticolosamente negli anni su tutto quello che riguardava la settima arte, con l'idea di fondare proprio in questo edificio il più importante Museo del cinema in Italia. Nel 1946, il "bottino" della Prolo (macchine da presa, pellicole, scenografie, riviste, fotografie e cartelloni cinematografici) risalì, dal seminterrato, al secondo piano della Mole: ormai il pericolo bombe era scampato. Dal 2000 la prestigiosa collezione del Museo nazionale del cinema ha trovato casa nell'edificio mozzafiato tanto voluto da Alessandro Antonelli.

9. HA UNA TORRE (QUASI) GEMELLA
La costruzione della Mole fu un'impresa faraonica, conclusa solo nel 1897 da Costanzo, figlio di Alessandro Antonelli: erano passati quasi quarant'anni da quando, nel 1860, l'Università Israelitica aveva acquistato un lotto di terra nell'attuale via Montebello per la realizzazione della progettata sinagoga. La Mole fu inaugurata il 10 aprile 1889, solo dieci giorni dopo l'inaugurazione di un'altra torre-simbolo, la Tour Eiffel, avvenuta a Parigi il 31 marzo di quello stesso anno.

10. LE SUE MONETE POSSONO VALERE UNA FORTUNA
A partire dal 2002 la Mole Antonelliana è impressa sulle monete da due centesimi di euro. Ma per un errore della Zecca dello Stato furono coniate anche monete da un centesimo, sulle quali compare la Mole invece dell'immagine prevista, Castel del Monte. Le monete sono state ritirate immediatamente, ma alcuni esemplari sono comunque sfuggiti e ce ne sono ancora un centinaio in circolazione. Il valore di questi centesimi "sbagliati" è stimato intorno ai 2mila euro, ma a un'asta numismatica Bolaffi di Torino un collezionista italiano ha sborsato ben 6.600 euro per aggiudicarsene un esemplare.
Nel 2006, in occasione della XX edizione dei Giochi Olimpici invernali, è stata coniata anche una moneta commemorativa da 2 euro che raffigura la Mole. Ce ne sono in circolazione 40 milioni.

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